Come diventare un programmatore

Come diventare programmatore

Una delle professioni più richieste del momento è sicuramente quella del programmatore. Recenti studi stimano che fino al 2020 ci sarà la necessità di 900.000 nuovi programmatori. È un numero esorbitante soprattutto considerando che l'offerta non riuscirà a colmare la domanda.

Vediamo insieme come diventare programmatore

Innanzitutto bisogna chiarire un aspetto critico: esistono diversi tipi di programmazione.

Perché and, front and, Web application, app per dispositivi mobili: sono solo alcuni degli aspetti che caratterizzano il mondo della programmazione.

Oggi essere un programmatore significa occuparsi della produzione di codici informatici su piattaforme specifiche. Non esiste un unico tipo di programmazione, il primo e chiaro elemento distintivo è il linguaggio utilizzato per scrivere il codice.

Anche all'interno dello stesso linguaggio in visco esistono specializzazioni differenze che distinguono professionisti diversi.

La prima cosa da fare per diventare un programmatore e capire esattamente cosa si vuole fare: la programmazione deve essere una passione, non può essere un lavoro meccanico.

  1. Quale ambito informatico ti interessa maggiormente?
  2. Vuoi diventare un disegnatore di interfacce?
  3. Preferisci le comunicazioni tra computer?
  4. Hai un qualche estro creativo di tipo visuale che vuoi coltivare?

Nel mondo della programmazione c'è spazio per tutto questo, e molto di più!

Le caratteristiche fondamentali

Scordati un lavoro meccanico, dimentica la ripetitività delle azioni, programmare vuol dire affrontare ogni giorno problematiche differenti.

Per essere un buon programmatore ancora prima di conoscere i linguaggi, bisogna essere dotati di tre qualità fondamentali.

  1. Un programmatore deve essere curioso;
  2. Chi si occupa di codice non può evitare di porsi domande critiche rispetto a quello che sta facendo;
  3. Un programmatore deve avere passione.

Spesso si associa il lavoro coi computer a scenari di lavoro leggero, semplice, dove non si fa fatica. La verità è che la fatica c'è eccome! Dopo otto ore che sbatti la testa su un problema e nonostante gli sforzi il sistema continua a non voler funzionare, subentra la fatica, la frustrazione e il senso di sconfitta. La passione è quell'energia che gli consente di mantenere il cervello attivo anche in queste condizioni. La voglia di imparare.

Avere a che fare con la tecnologia significa rimettere in discussione le proprie conoscenze continuamente. Imparare cose nuove mantiene alto il livello di aggiornamento tecnologico della propria persona e quindi rappresenta un vantaggio prima di tutto per se stessi e in seconda battuta per il proprio datore di lavoro.

Detto ciò, se non ritieni di avere queste qualità, se sei titubante e magari pensi che la stiamo mettendo giù un po' troppo dura, ti do un consiglio spassionato: lascia stare. Cerca un'altra avventura! Non imbatterti in un viaggio che sarà a lungo termine fallimentare.

La scelta del linguaggio

Quale linguaggio conviene imparare?

E la domanda chiave di tutto il percorso. Esistono linguaggi diversi che coprono diverse esigenze. Dalla programmazione web alle macchine a controllo numerico, ogni ambito operativo ha sviluppato la predilezione per uno o più linguaggi specifici.

I più richiesti sono:

  • Java per la programmazione delle web application (nella specifica J2EE);
  • .NET (ossia C# e VB.NET);
  • XCODE per la produzione di app su piattaforma iOS.

Sfatiamo un mito: alla fine la scelta del linguaggio non è un aspetto poi così importante. La verità è che le regole sono più o meno uguali per tutti: strutture con dizionari, cicli, funzioni, programmazione ad oggetti. Ciò che rende diverso un linguaggio dall'altro sono caratteristiche tecniche più o meno spinte che si esplicitano in una appetibilità diversa sul mercato.

Cosa imparare

Se proprio non ne sai nulla è bene incominciare dal basso per costruire fondamenta solide. Esistono diversi corsi che coprono i fondamenti dell'informatica, l'importante è che insegnino le strutture logiche che stanno alla base di qualsiasi codice informatico. Per chi invece ha già idea di cosa sia un ciclo, una struttura condizionale o una classe, è consigliabile approfondire la conoscenza in relazione al linguaggio scelto e all'ambito applicativo desiderato.

Dove imparare

Le opzioni sono due:

  1. offline ;
  2. online.

Il mondo della formazione offline è molto vario e comprende la formazione gratuita, quella finanziata (e quindi gratuita per l'utente) e quella a pagamento.

Esistono diversi corsi che preparano molto bene chi li frequenta. Prima di intraprendere una qualsiasi percorso richiedi dati certi, come il tasso di occupati nel settore a 12 mesi dalla fine del corso: rappresenta un parametro importante per poter giudicare il corso in questione.

Per quanto riguarda il mondo on-line vi raccomando la piattaforma di apprendimento Lynda.com ad un costo estremamente ragionevole potrai accedere a una formazione on-line di grande livello!

L'importanza della lingua straniera

Anzi no, scusa, dovrebbe essere l'importanza della lingua inglese.

Come perché?

Perché quando hai un problema e per otto ore sbatti la testa contro il muro quello che devi fare è semplicissimo: cerca una possibile soluzione su Internet.

Per una questione unicamente statistica la lingua in cui la dovrai cercare è in inglese, la lingua in cui verrà espressa una possibile soluzione è sempre l'inglese.

In questo contesto il tuo ruolo non sarà quello di macchina produce codice ma porterai un valore aggiunto al processo proporzionale alla capacità di comprendere la bontà delle soluzioni trovate e l'applicabilità al tuo contesto.

In oltre in vent'anni di carriera mi è capitato di vedere persone perdere il posto di lavoro proprio perché non sono riuscite a giudicare criticamente le soluzioni trovate. Ciò ha condotto a situazioni assolutamente critiche per sistemi in produzione. La conoscenza della lingua inglese ha fatto per loro la differenza!